I puristi del vino e gli enoappassionati, quelli seri, probabilmente rabbrividiranno, ma state sicuri che a molti curiosi verrà l'acquolina in bocca. Una cantina cilena, di proprietà di tal Ian Hutcheon è balzata alle cronache per aver prodotto un vino che a buon diritto può essere definito "spaziale".
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martedì 24 gennaio 2012
Un vino... spaziale
I puristi del vino e gli enoappassionati, quelli seri, probabilmente rabbrividiranno, ma state sicuri che a molti curiosi verrà l'acquolina in bocca. Una cantina cilena, di proprietà di tal Ian Hutcheon è balzata alle cronache per aver prodotto un vino che a buon diritto può essere definito "spaziale". domenica 11 dicembre 2011
Il 'lusso quotidiano' di una bottiglia vino: molto meno cara di energy drink e chewingum
Il vino, anche in tempi di crisi, può essere considerato un 'piccolo lusso' quotidiano anche se di fatto è molto meno costoso di tanti altri sfizi che ci sembrano economici ma che, a conti fatti e in termini assoluti, non lo sono affatto. Un'indagine recente verte proprio sul valore percepito di alcuni prodotti che in molti casi risulta completamente distorto dalle strategie di marketing:
sabato 10 dicembre 2011
Affluenza in netto calo al ristorante del Senato. Tutta colpa dei prezzi "normali"
Qualche mese fa, in piena crisi economica, la notizia che i senatori della Repubblica potevano usufruire dei servizi del “ristorante più economico d’Italia” aveva indignato e non poco gli italiani i quali hanno scoperto l’ennesimo privilegio della casta: abbondanti pranzi, spesso con al seguito deputati della Camera, giornalisti, amici e parenti a prezzi stracciati.
martedì 22 novembre 2011
Dei rosati ci si può innamorare
In un un giorno imprecisato intorno al 1670 Luigi XIV di Francia, il Re Sole, si aggirava in incognito, vestito come un qualsiasi borghese curioso, per il cantiere di quella che sarebbe divenuta la reggia di Versailles. A un certo punto il sovrano si fermò a chiacchierare con una squadra di operai e questi gli offrirono una coppa di vino del loro villaggio. Quel vino era un Rosé de Riceys, un raro rosato fermo prodotto da uve pinot nero nella punta meridionale della Champagne.
Cucinare con il vino
L'idea di usare il vino come ingrediente per cucinare, risale già ai tempi di Etruschi e Romani. Testimonianze del passato, tempi in cui il frigorifero non c'era, raccontano che il vino era utilizzato anche come conservante dei cibi e in modo particolare della carne. Lasciata a bagno nel vino per molte ore, talvolta anche giorni, la carne subiva così la tecnica gastronomica della marinata.
Sono 13 milioni le wine lovers italiane
E' la donna il nuovo consumatore italiano di vino. Sono 13 milioni le wine lovers in rosa e hanno un identikit ben definito: se sono giovani sono colte e bevono poco ma bene, mentre con l'innalzarsi dell'età cresce la loro attenzione al prezzo. Le donne sono poco interessate al legame fra il vino e il suo territorio di origine ma anzi tendono, spinte dalla curiosità , ad essere consumatrici infedeli perché sempre attratte da nuove esperienze anche straniere.
Un videogioco insegna i segreti del vino
Ormai niente si sottrae al fascino del vino, nemmeno i videogiochi. E' da qualche mese in vendita, per il momento solo in Giappone, il primo videogame a tema enologico studiato per la console Nintendo DS.
Sarebbe falsa la bottiglia pagata il prezzo più alto della storia
Una volta c'erano i pittoreschi pataccari romani che vendevano ai turisti americani sassi qualsiasi spacciati per pezzi del Colosseo. Ora pare che un raffinatissimo pataccaro tedesco sia riuscito a vendere ai ricchi collezionisti statunitensi e mediorientali decine di bottiglie abilmente contraffatte spacciandole per introvabili pezzi antichi.
venerdì 18 novembre 2011
Chi beve vino vive più a lungo
Negli anni Ottanta, una nota marca di birra spopolò grazie a un semplice, quanto poco attendibile spot: 'Chi beve birra campa cent'anni'.
Oggi, se un pubblicitario volesse replicare l'effetto, più che alla birra dovrebbe dedicarsi al vino. E questa volta potrebbe anche citare le fondamenta scientifiche della sua affermazione. Stando alle conclusioni a cui è giunto un recente studio olandese, bere un bicchiere di vino al giorno non solo protegge il cuore da infarti e malattie cardiovascolari, ma può allungare le aspettative di vita. Più dell'alcol e della birra.
Americano da Guinness: in bocca 116 acini d’uva in 3 minuti
Ha acchiappato in bocca 116 chicchi d'uva, uno per volta, lanciatigli da una certa distanza, nel tempo record di tre minuti, e ora conta di entrare nel Guinness dei Primati. Si tratta del campione statunitense di questa inconsueta disciplina, Steve Spalding, detto The Grape Guy o Uomo dell'Uva, che si e esibito a Sydney per l'inaugurazione della stagione dell'uva e della vendemmia. I cinque tiratori specialmente addestrati gli hanno tirato i chicchi da una distanza di 4 metri e mezzo, al ritmo di circa uno al secondo.
Zucchero si dà... al vino
Zucchero (alias Adelmo Fornaciari), l'artista emiliano, potrebbe diventare vignaiolo nel Monferrato. Il noto bluesman italiano Zucchero ha acquistato un casale con vigneti nel Monferrato andando così a infoltire la schiera di cantanti e musicisti si sono dati alla produzione di vino, coinvolgendosi più o meno personalmente. La lista include cantanti italiani, da Albano a Lucio Dalla e musicisti stranieri come Sting, Madonna, Bob Dylan, Jim Kerr dei Simple Mind e Mick Huknall, cantante dei Simply Red. Non mancano i divi del cinema, da Gerard Depardieu a Michelle Mercier, senza dimenticare Francis F. Coppola.
Il kit dell'enologo 'fai-da-te'
Dagli Stati Uniti arriva Winepod, un sofisticato giocattolo ad alta tecnologia per la produzione del vino fai-da-te. Dedicato a chi vuole stupire gli amici facendogli assaggiare il vino che ha fatto con le sue mani.
Si fa per dire, perchè il congegno è costruito per fare tutto da solo. L'apparecchio messo a punto dalla Provina, azienda di San José, la ''capitale della Silicon Valley', costa 3500 dollari e consiste in una vasca di acciao inossidabile di 75 litri con incorporata una pressa per la pigiatura.
Molto curato, come si conviene per un oggetto di questo tipo, il design, che combina l'aspetto di qualcosa che potrebbe stare a bordo dell'Enterprise di Star Trek con il richiamo alla natura garantito dal piedistallo in legno.
‘La’ Barbera o ‘il’ Barbera?
Ma si dice 'il' Barbera o 'la' Barbera? Il vino in quanto tale deve essere pronunciato al maschile o esiste anche la versione femminile? Nel linguaggio corrente, quando lo si nomina al maschile, si vuole indicare il vitigno, mentre quando lo si coniuga al femminile si vuole identificare direttamente il vino. Il carattere di questo vino, diventato in tempi relativamente brevi, molto popolare e diffuso presso una vasta fascia di popolazione sarebbe sicuramente maschile, data l'ignoranza al gusto del passato, quando era un prodotto tannico e frizzante.
Se si dà credito alla versione popolare però, diventa subito evidente il ‘sesso’ del vitigno: una volta si cantava: “… e la Barbera an pò veiota, fa stè alegher/fa stà en piota, fa pasà/tuti i sagrin…”. Ma la questione non è da ritenere risolta solo dando credito alle filastrocche popolari, visto e considerato che il tema ha diviso, nel corso degli anni, studiosi, poeti e letterati. Giovanni Pascoli così la descrive nell'ode A Ciapin, composta per ricordare Giuseppe Galliano, morto ad Adua nel 1896 "Serba la tua purpurea Barbera/Per quando un giorno, che non è lontano/Tutto avvolto nella sua bandiera/Torni Galliano".
Se si dà credito alla versione popolare però, diventa subito evidente il ‘sesso’ del vitigno: una volta si cantava: “… e la Barbera an pò veiota, fa stè alegher/fa stà en piota, fa pasà/tuti i sagrin…”. Ma la questione non è da ritenere risolta solo dando credito alle filastrocche popolari, visto e considerato che il tema ha diviso, nel corso degli anni, studiosi, poeti e letterati. Giovanni Pascoli così la descrive nell'ode A Ciapin, composta per ricordare Giuseppe Galliano, morto ad Adua nel 1896 "Serba la tua purpurea Barbera/Per quando un giorno, che non è lontano/Tutto avvolto nella sua bandiera/Torni Galliano".
Basta case e alberghi, con Winemaker vince chi guadagna piu' ''Vinodollari''
A cavalcare l'onda del successo mondiale del vino arrivano anche gli argentini ma questa volta non con le loro etichette. A catturare l'attenzione degli appassionati è un gioco da tavola, Winemaker, dove ogni giocatore può fingersi proprietario di una cantina e lavorare per far crescere il proprio fatturato.
Possono predere parte al gioco da due a otto giocatori. Ognuno riceve all'inizio un milione di Wine Dollars che deve amministrare e far fruttare durante la partita, decidendo e investendo proprio come fosse un vero viticoltore: dovrà comprare una cantina, selezionare e impiantare il vitigno adeguato, fare la vendemmia, produrre il vino e imbottigliarlo, tentare di collocare i suoi prodotti nei migliori mercati per guadagnare di più.
Tony Blair rifiuta i vini francesi di Chirac
Il primo ministro inglese Tony Blair ha un debole per il nostro Paese. Da oltre dieci anni passa le sue vacanze in quella parte della Toscana tanto colonizzata dai sudditi di Sua Maestà da meritarsi il soprannome di 'Chiantishire', come una contea britannica.
La preferenza per l'Italia si è manifestata anche nella scelta dei regali da conservare fra quelli ricevuti nel corso del 2005. Fino a correre il rischio di un incidente diplomatico con la Francia, con la quale i rapporti sono già abbastanza tesi per le divergenti posizioni sulle questioni di politica estera.
I membri del governo britannico che ricevono doni ufficiali sono obbligati a scegliere se cederli allo stato o riscattarli pagandone di tasca propria il controvalore. Nel corso dell'ultimo anno, il presidente francese Chirac per ben quattro volte ha inviato in dono a Blair casse di vino francese, per vederli ignorati dal premier che non ha ritenuto di sborsare le cifre richieste per entrarne in possesso.
L'offesa all'orgoglio francese è tanto più bruciante in quanto Blair ha fama di estimatore e conoscitore di vini. Ma la sua preferenza per l'Italia si manifesta anche nella scelta delle bottiglie da mettere in cantina!
'A Good Year': un altro film con protagonista il vino
Dalle fatiche del Gladiatore agli ozi nei dolci vigneti della Provenza, dal kolossal storico al film europeo a costi contenuti: la coppia Ridley Scott - Russel Crowe si è ricostituita per 'A Good Year', un "giallo enologico" girato in Francia che in Italia uscirà a novembre.
La serie dei film sul vino, inaugurata da Sideways e Mondovino, trova così nuova linfa grazie a due star di Hollywood. E guai a fare delle facili ironie sulla passioni alcoliche dell'ex gladiatore Crowe che in passato gli hanno creato anche qualche guaio.
Come ogni giallo che si rispetti il film, tratto da un romanzo di Peter Mayle pubblicato in Italia da Garzanti con il titolo 'Un'ottima annata', cela un mistero, che questa volta è nascosto in un vigneto della Provenza, tra le colline del Luberon, lasciato in eredità dal vecchio zio Henry al nipote Max, indaffarato uomo di affari della City incarnato appunto da Russel Crowe.
Hai difficoltà ad addormentarti? Bevi un bicchiere di vino rosso
Non solo un alleato per la salute di cuore e vasi. Nel vino rosso si celerebbe una miniera di melatonina 'alleata del sonno'. A scoprire la preziosa sostanza e' un team tutto italiano, coordinato da Marcello Iriti, dell'Istituto di patologia vegetale dell'universita' di Milano. ''La melatonina regola il ritmo sonno-veglia, ma ha anche un'interessante attivita' anti-tumorale ed e' un potente antiossidante''.
Dunque ecco un'altra buona ragione per concedersi, ogni tanto, un bicchiere di vino rosso. ''Abbiamo scoperto nella buccia di alcune uve pregiate, usate per fare alcuni fra i piu' famosi vini rossi italiani, alti livelli di melatonina'', racconta Iriti, il cui studio e' stato pubblicato sul 'Journal of the Science of Food and Agriculture'. La melatonina e' naturalmente secreta nel cervello, dalla ghiandola pineale, specialmente la notte.
Benissimo la Magnum, ok la bordolese ma anche la minibottiglia non è da meno.
Mezza bottiglia o grandi formati? Naturalmente la scelta dipende dal numero dei commensali e dall’occasione, ma come evolve un grande vino in vetro di diverso formato?
Come è logico la percentuale di ossigeno in ogni formato è inversamente proporzionale alla dimensione della bottiglia stessa, dato che la quantità di ossigeno che vi penetra durante l’imbottigliamento è sostanzialmente quella del volume del tappo, pressoché uguale per tutti.
Ma come si traduce questo sul palato? Quale è il rapporto tra l’ossigeno disciolto nel vino e la sua evoluzione?
Ma come si traduce questo sul palato? Quale è il rapporto tra l’ossigeno disciolto nel vino e la sua evoluzione?
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