Dopo le fatiche della vendemmia e della vinificazione, vignaioli, contadini, famigliari e amici sedevano attorno al desco con al centro la 'scionfetta' (stufetta alla brace) e sopra il 'dianet' (recipiente di terracotta) entro il quale stava al caldo - senza mai bollire! - la 'bagna', ed in cui ogni commensale intingeva ('as poncia') ogni tipo di ortaggio, soprattutto cardi di Nizza e i peperoni, poi pane o crostini.
Questo è il piatto tipico per eccellenza del Piemonte.
Antipasto e talvolta piatto unico, gloria e specialità del vecchio Piemonte, simbolo delle amicizie, del focolare nelle vecchie cascine dove sarebbe nata.
Incerta è l'origine del nome: 'bagna', che in Piemonte sta per salsa o sugo... e fin qui non si scappa; 'cauda', che sta per calda, ma che potrebbe derivare da Monsù Coda, il biellese che l'avrebbe inventata. Preferiamo la prima versione, che ci riporta alla vera tradizione agreste piemontese, poiché la Bagna Cauda si deve consumare caldissima.