venerdì 18 novembre 2011

Quando è meglio degustare?

Va detto che un vino si degusta al meglio quando si è in buone condizioni fisiche e mentali.E' tempo sprecato effettuare una degustazione quando si ha mal di testa, lo stomaco fuori posto oppure si è di corsa per qualche impegno. L'ora migliore è la tarda mattinata, a stomaco vuoto, quando si inizia ad avere un po' di appetito e tutti i sensi sono 'all'erta'. Bisognerebbe avere la cavità  orale 'pulita' da caramelle o da sigarette, così come andrebbero evitati profumi e cosmetici. Importante anche la sequenza di assaggio: questa deve andare dai vini più leggeri e meno invecchiati in poi, per evitare di alterare i sensi. Tra un vino e l'altro, per 'pulire' la bocca, è possibile mangiare un pezzo di pane o un grissino, assolutamente 'neutri'.

‘La’ Barbera o ‘il’ Barbera?

Ma si dice 'il' Barbera o 'la' Barbera? Il vino in quanto tale deve essere pronunciato al maschile o esiste anche la versione femminile? Nel linguaggio corrente, quando lo si nomina al maschile, si vuole indicare il vitigno, mentre quando lo si coniuga al femminile si vuole identificare direttamente il vino. Il carattere di questo vino, diventato in tempi relativamente brevi, molto popolare e diffuso presso una vasta fascia di popolazione sarebbe sicuramente maschile, data l'ignoranza al gusto del passato, quando era un prodotto tannico e frizzante.
Se si dà credito alla versione popolare però, diventa subito evidente il ‘sesso’ del vitigno: una volta si cantava: “… e la Barbera an pò veiota, fa stè alegher/fa stà en piota, fa pasà/tuti i sagrin…”. Ma la questione non è da ritenere risolta solo dando credito alle filastrocche popolari, visto e considerato che il tema ha diviso, nel corso degli anni, studiosi, poeti e letterati. Giovanni Pascoli così la descrive nell'ode A Ciapin, composta per ricordare Giuseppe Galliano, morto ad Adua nel 1896 "Serba la tua purpurea Barbera/Per quando un giorno, che non è lontano/Tutto avvolto nella sua bandiera/Torni Galliano".

Cosa vuole dire vigneto autoctono?

Una pianta autoctona è un specie permanentemente legata al suo territorio infatti dal greco auto=medesimo e chthon=terra quindi originario del medesimo paese ove vive.
Il contrario è una pianta
alloctona che, pur riproducendosi spontaneamente in una zona ed affermandosi come pianta resistente ed adatta all'ambiente, non si è originata in quella zona infatti dal greco allo=diverso  e chthon=terra quindi non originario.
Per verificare se una pianta è autoctona, è necessario uno studio scientifico sulla selezione del genotipo consultando successivamente la bibliografia esistente dove sono tracciati i cosiddetti "areali" di origine delle specie.

Basta case e alberghi, con Winemaker vince chi guadagna piu' ''Vinodollari''

A cavalcare l'onda del successo mondiale del vino arrivano anche gli argentini ma questa volta non con le loro etichette. A catturare l'attenzione degli appassionati è un gioco da tavola, Winemaker, dove ogni giocatore può fingersi proprietario di una cantina e lavorare per far crescere il proprio fatturato.
Possono predere parte al gioco da due a otto giocatori. Ognuno riceve all'inizio un milione di Wine Dollars che deve amministrare e far fruttare durante la partita, decidendo e investendo proprio come fosse un vero viticoltore: dovrà  comprare una cantina, selezionare e impiantare il vitigno adeguato, fare la vendemmia, produrre il vino e imbottigliarlo, tentare di collocare i suoi prodotti nei migliori mercati per guadagnare di più.

Tony Blair rifiuta i vini francesi di Chirac

Il primo ministro inglese Tony Blair ha un debole per il nostro Paese. Da oltre dieci anni passa le sue vacanze in quella parte della Toscana tanto colonizzata dai sudditi di Sua Maestà  da meritarsi il soprannome di 'Chiantishire', come una contea britannica.
La preferenza per l'Italia si è manifestata anche nella scelta dei regali da conservare fra quelli ricevuti nel corso del 2005. Fino a correre il rischio di un incidente diplomatico con la Francia, con la quale i rapporti sono già  abbastanza tesi per le divergenti posizioni sulle questioni di politica estera.
I membri del governo britannico che ricevono doni ufficiali sono obbligati a scegliere se cederli allo stato o riscattarli pagandone di tasca propria il controvalore. Nel corso dell'ultimo anno, il presidente francese Chirac per ben quattro volte ha inviato in dono a Blair casse di vino francese, per vederli ignorati dal premier che non ha ritenuto di sborsare le cifre richieste per entrarne in possesso.
L'offesa all'orgoglio francese è tanto più bruciante in quanto Blair ha fama di estimatore e conoscitore di vini. Ma la sua preferenza per l'Italia si manifesta anche nella scelta delle bottiglie da mettere in cantina!